La scelta della frequenza di campionamento (Sample Rate) all’apertura di un nuovo progetto sulla DAW genera sempre accesi dibattiti tra i produttori. Ha davvero senso registrare a 96 kHz consumando il doppio dello spazio sull’hard disk e intasando la CPU del computer?
La risposta scientifica risiede nel teorema di Nyquist-Shannon: la frequenza di campionamento deve essere almeno il doppio della frequenza più alta che si desidera registrare.
Quale standard scegliere oggi?
- 44.1 kHz: È lo standard storico dei CD. Poiché l’udito umano arriva a 20 kHz, questa frequenza copre l’intero spettro udibile ed è perfetta per la distribuzione finale.
- 48 kHz: È lo standard obbligatorio per i video, la televisione e il cinema. Moltissimi fonici scelgono oggi di registrare a 48 kHz / 24 bit come base per la musica pop.
- 96 kHz: Utile principalmente se devi effettuare registrazioni acustiche di altissimo livello (orchestre, musica classica) o se prevedi di rallentare drasticamente i file audio (sound design per film), evitando artefatti digitali.
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